12 gennaio 2016

"La bella addormentata nel bosco". Educazione all'immagine.

Oggi abbiamo assistito a un bellissimo spettacolo: la sezione delle Rondini ci ha "passato" una nuova storia, che useremo per affrontare l'educazione all'immagine, e per farlo ha messo in scena per noi la "La bella addormentata nel bosco".
C'erano una volta un re e una regina che erano disperati di non aver figliuoli, ma tanto disperati, da non potersi dir quanto. Finalmente un giorno la regina rimase incinta e partorì una dolcissima bambina che venne chiamata Aurora. Il giorno del battesimo si fece una gran festa, alla quale furono invitate anche le tre fate del regno, ognuna delle quali volle portare alla principessina un dono speciale.

La fata ROSSA Flora portò in regalo la bellezza; la fata GIALLA Fauna donò la bontà e proprio mentre la fata BLU Serenella stava per assegnare il suo dono, questa venne interrotta da un grande bagliore dentro al quale arrivò una vecchia fata cattiva che non era stata invitata perché tutti la credevano ormai morta. Per la gran rabbia di non essere stata invitata disse: "Mia cara principessa, io invece ti dico che, quando diventerai grande, ti pungerai con un fuso, ti uscirà del sangue e morirai!".
Queste parole fecero tremare di paura tutti gli invitati perché la vecchia fata era molto più potente di tutte le altre, ma subito la fata Serenella intervenne dicendo: "Rassicuratevi o re e regina; la vostra figlia non morirà. E' vero che io non ho abbastanza potere per disfare tutto l'incantesimo, ma posso far si che la principessa quando si bucherà  invece di morire, cadrà soltanto in un profondo sonno assieme a tutto il suo regno, fino a quando un principe innamorato la bacerà".
Il re per la gran paura fece subito bandire un editto col quale veniva proibito a tutti di filare col fuso e di tenere fusi per casa, ma passati sedici anni, mentre il re e la regina erano in vacanza, accadde che la principessina, correndo un giorno per il castello salì fino in cima a una torre, dove in una piccola soffitta c'era una vecchina, che se ne stava sola sola, filando la sua rocca. Questa buona donna, essendo molto sorda da sempre, non sentì della proibizione fatta dal re di filare col fuso. "Che fate qui, buona donna? ", disse la principessa. "Son qui che filo, mia bella ragazza", le rispose la vecchia. "Ma come fate? Datemi un pò qua che voglio vedere se riesce anche a me." riprese Aurora, ma non aveva ancora finito di prendere in mano il fuso che si bucò la mano e cadde svenuta.

La buona vecchia, non sapendo che cosa si fare, si mise a gridare aiuto. Corse gente da tutte le parti; spruzzarono dell'acqua sul viso alla principessa; le batterono sulle mani, le stropicciarono le tempie, ma non c'è verso di farla tornare in sé. Allora il re, che era accorso al rumore, si ricordò della predizione delle fate e fece mettere la principessa nel più bell'appartamento del palazzo, sopra un letto di fiori e zeppo di ricami d'oro e d'argento. Poco dopo anche tutta la vita nel castello si fermò: il re e la regina, i governanti, le damigelle, gli ufficiali, i maggiordomi, i cuochi, le guardie, i servitori e pure tutti gli animali e gli uccellini del regno caddero in un sonno profondissimo.
In capo a cent'anni, un principe bellissimo, andando a caccia in quei dintorni, domandò che cosa fossero le torri che si vedevano spuntare al di sopra di una folta boscaglia. Un vecchio contadino prese gli disse: "Mio buon principe, sarà ormai più di cinquant'anni che ho sentito raccontare da mio padre che in quel castello vi è una principessa addormentata, la più bella che si possa mai vedere e che verrà svegliata dal bacio del figlio di un re, al quale verrà destinata in sposa". A queste parole, il principe s'infiammò; senza esitare un attimo, pensò che sarebbe stato lui,quello che avrebbe condotto a fine una sì bella avventura e spinto dall'amore decise di mettersi subito alla prova. Egli s'incamminò verso il castello, facendosi strada fra rovi e sterpaglie fino a trovare il meraviglioso castello. Salì veloce tutti i mille scalini, arrivò fino alla cima della torre e finalmente vide colei che cercava; bellissima e addormentata. Si avvicinò con cautela e baciò con tanto amore la principessa. Allora, l'incantesimo si sciolse, lentamente Aurora si svegliò e con lei anche tutto il suo regno.
Tutta la vita al castello riprese il suo corso e furono presto celebrate le nozze i cui festeggiamenti durarono cento giorni. E vissero tutti a lungo felici e  contenti.
Fine

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